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Gesti & Processi • schedule 2 min di lettura •

La ricerca della perfezione: perché due pezzi non saranno mai identici

Nessun dettaglio lasciato al caso: la ricerca della perfezione guida ogni passaggio. E poiché ogni pezzo è fatto a mano, nessun esemplare è identico a un altro.

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Alessandra Fondatrice e creatrice
La ricerca della perfezione: perché due pezzi non saranno mai identici

Lavoro con un solo obiettivo: la perfezione. Non un oggetto freddo, ma qualcosa di cui non si possa dire «poteva essere fatto meglio». Ogni passaggio è controllato, ogni misura verificata, ogni finitura riprovata finché non regge lo sguardo da vicino. Nulla è lasciato al caso.

Prima di uscire dall’atelier, ogni pezzo passa dalle stesse mani, dalle stesse luci, dagli stessi occhi. Non ci accontentiamo di un risultato convincente: lo rimettiamo sul banco, lo ruotiamo, cerchiamo l’ombra che non dovrebbe esserci, il bordo che cede di un decimo di millimetro. Se un dettaglio non è all’altezza, torna indietro. Non è pignoleria: è il modo in cui una cosa fatta a mano può dirsi giusta.

Cercare la perfezione, non la ripetizione

C’è una differenza tra la perfezione e la ripetizione. La macchina ripete: produce il secondo esemplare identico al primo perché non deve decidere nulla. Noi cerchiamo la perfezione, che è un’altra cosa: la forma giusta per quella materia, in quel momento, con quella mano. E la mano non è una macchina.

Per questo, per quanto l’obiettivo resti lo stesso, due pezzi non potranno mai essere uguali. La stessa argilla, lo stesso smalto, lo stesso gesto ripetuto con la stessa attenzione: eppure la superficie risponde ogni volta in modo leggermente diverso, la luce la accarezza diversamente, la forma acquista una sfumatura che appartiene solo a quell’esemplare. Non è un difetto da nascondere: è la prova che dietro c’è stato qualcuno, non una catena di montaggio.

La perfezione nel controllo, l’unicità nel gesto

Consegnare un articolo perfetto significa controllare tutto ciò che può essere controllato: misurare, lisciare, correggere, rifare. Ma nessun controllo può cancellare l’impronta di una mano, e non vogliamo che lo faccia. Sarebbe come togliere la voce a qualcuno per farlo parlare meglio.

Alla fine le due cose stanno insieme: la disciplina di chi non lascia nulla al caso e la consapevolezza di chi sa che ogni cosa fatta a mano è unica. Ricerchiamo la perfezione; otteniamo, ogni volta, un pezzo irripetibile. Forse è proprio questa la perfezione che ci interessa: non l’uguaglianza, ma la cura portata al punto da rendere un oggetto soltanto suo, soltanto tuo.

Se un domani, davanti a un nostro pezzo, noti una sfumatura che nessun altro esemplare possiede, fermati un istante. Non è un errore: è la firma di un lavoro che non poteva venire in nessun altro modo.

La perfezione non è l’uguaglianza: è la cura portata al punto da rendere ogni pezzo soltanto suo.
— Quaderno di Bottega
Superficie di un gres finita a mano, uniforme e irripetibile.
01. La stessa cura, una luce diversa.
Due esemplari della stessa serie: identici nel progetto, unici nel gesto.
02. Stesso progetto, due impronte.

Taccuino Tecnico dell’Atelier

Tempo

72 ore

Il tempo di attesa e stabilizzazione della materia prima della finitura.
Controllo

A mano

Ogni deviazione dal progetto viene misurata, corretta e riprovata finché non è all’altezza della perfezione.
Identità

Unico

A parità di progetto, ogni esemplare conserva una sfumatura che appartiene solo a lui.
Risonanza Tattile

Che cosa rende perfetto un oggetto fatto a mano?

Per te la perfezione è assenza di difetti o firma irripetibile?

Temi: #Imperfezione #Materia #Unicita
Dal Diario d'Atelier

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