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Abitare la materia • schedule 2 min di lettura •

La materia che abita lo spazio: l’importanza di scegliere elementi vivi

Non basta che un oggetto sia bello: deve ascoltare il tuo respiro. Ceramica, legno, fibra e resina invecchiano in una direzione precisa, e quella direzione si sente ogni giorno.

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Alessandra Fondatrice e creatrice
La materia che abita lo spazio: l’importanza di scegliere elementi vivi

Una casa non si arreda con le cose che si amano di meno. Si arreda, semmai, con quelle che si toccano di più: la superficie che accoglie l’avambraccio quando leggi, il bordo che le dita cercano al buio, il vaso che ti segue con l’odore per settimane.

Lo spazio ascolta prima di essere visto

Un ambiente non si percepisce solo con gli occhi. Si percepisce con la temperatura della pelle, con l’eco di un passo, con il modo in cui la luce si arresta su una superficie opaca o la attraversa. Un tavolo di legno e una mensola di resina non occupano lo stesso spazio, anche se misurano lo stesso. Uno assorbe, l’altro restituisce.

Per questo scegliamo materiali che invecchiano bene. Non quelli che restano perfetti, che dopo un anno ti sembrano già un errore, ma quelli che si depositano: la ceramica che si scurisce dove la tocchi, il legno che si scurisce dove lo appoggi, la cera che si consuma sul bordo e mostra il suo interno.

I quattro elementi con cui lavoriamo

  1. Ceramica minerale. Accetta di essere ruvida e diventa morbida con l’uso: la superficie si chiude lentamente sotto le dita.
  2. Legno. Si muove. Si contrae d’inverno, si espande d’estate, e proprio per questo resta vivo molto più a lungo di quanto si pensi.
  3. Resina pura. Non soffre l’umidità e non ingiallisce: resta trasparente per anni, con i fiori sospesi dentro come in una pozza d’aria.
  4. Fibre vegetali. Le più fragili e le più generose: si rompono con facilità, ma restituiscono il calore del gesto che le ha intrecciate.

La spa domestica non è un arredamento

Quella sensazione di benessere che proviamo in alcuni spazi non dipende da un colore, ma da un accordo. Le superfici non si urlano, le proporzioni non si impongono, e il tuo respiro trova spazio. Proviamo a costruire oggetti che non occupano la stanza, ma la rendono più silenziosa.

Se scegli un oggetto minerale, guardalo dopo sei mesi. Se in quel tempo è diventato più bello, hai scelto bene. Se è rimasto identico, non ti ha ancora detto niente.

Una buona materia non occupa la stanza: le toglie rumore.
— Quaderno di Bottega
Ceramica a contatto con una superficie in legno.
01. Minerale e legno nello stesso respiro.
Dettaglio di una superficie opaca in luce radente.
02. Opaco, non lucido: la luce non rimbalza.

Come leggere una superficie

Tatto

Materia viva

La ceramica accetta di essere ruvida e si chiude lentamente sotto le dita con l'uso.
Tempo

Invecchiare bene

Superfici che si depositano, accumulando i segni del passaggio e dell'abitare.
Ascolto

Silenzio domestico

Oggetti che non occupano la stanza, ma la rendono più quieta e accogliente.
Risonanza tattile

Sceglieresti oggetti che si lasciano abitare?

Una casa non si arreda con le cose che si amano di meno, ma con quelle che trattengono il tempo.

Temi: #Ceramica #Legno #Resina #Spazi
Dal Diario d'Atelier

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